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Il suono della sveglia la riporta alla realtà, ma il sogno è stato così realistico da averne ancora le sensazioni sulla pelle.
Ha quasi la sensazione che se si guarda veramente intorno quella che vedrebbe non è la sua attuale casa ma quella del sogno.
Tutto è cominciato con quel film. Il passaggio in cui il protagonista ricorda qualcosa che ha perso e vive improvvisamente la netta sensazione di sapere dove si trova. E’ stato un attimo tornare al ricordo di lei bambina e di quel vecchio borsellino rosso di pelle tutto arricciato con la molla per apertura. Glielo aveva regalato sua zia, e dentro custodiva le mance quelle da non spendere e le cose più segrete ed importanti.
Vi aveva riposto una preghiera scritta in coreano regalatole da una gentilissima e dolcissima signora che aveva conosciuto. A volte nei ricordi affiora ancora il sorriso di quella persona e la calma con cui le aveva insegnato quella preghiera. Quante volte l’aveva recitata sicura che non l’avrebbe mai dimenticata. Per sicurezza comunque le aveva chiesto di scriverla su un foglio. Quel piccolo foglietto ripiegato in mille parti era finito nel borsellino rosso. A far compagnia alla preghiera c’era la monetina da 1 lira che le aveva regalato il nonno quando l’euro non era nemmeno una ipotesi fantasiosa.
Erano solo rarissime, in un momento di altissima inflazione dove tutto aveva prezzi esagerati e le cifre avevano tanti zeri parlare di 1 lira era un vero viaggio nel tempo.
Così il nonno le aveva suggerito di conservarla, ma se la lira valeva poco il vero valore era la moneta in argento da 500 lire con il galeone e le vele incise in senso contrario, quello si che era un valore.
Valore d’altro significato una piccolissima conchiglietta trovata in spiaggia con una macchia a forma di cuore. Averlo trovato per lei aveva auto un significato immenso.
Queste 4 cose erano custodite nel borsellino rosso.
Ieri sera guardando il film aveva quasi riso di se stessa ricordando che anche lei aveva perso il suo borsellino ma contrariamente al personaggio del film non aveva la minima idea di dove fosse.
Era andata a dormire sorridendo pensando a lei bambina che chiudeva nel borsellino i suoi tesori, ricordando la sensazione di serenità ce le trasmetteva la signora coreana, ripensando ai pochi ma sempre seri ed affettuosi discorsi che le faceva il nonno quando apriva la sua scatoletta di legno dove conservava le monete fuori corso, storiche rare o appena coniate.
Rivivendo con infinita tenerezza quelle mattine in riva al mare con il secchiello in amano in compagnia della mamma, quelle lunghe passeggiate erano rari momenti di pace ed armonia, e lei se li guastava tutti dal primo giorno all’ultimo erano stupendi momenti in cui persino sua mamma, il rigido generale, ritornava bambina e non temeva schizzi nel tuffare il braccio per acchiappare una conchiglia prima che la risacca la portasse via.
Si era addormentata così con la dolcezza nel cuore e sicuramente un sorriso sul volto.
Non poteva però dire la stessa cosa al risveglio, il sogno era stato strano quasi inquietante la dolce signora coreana la sgridava per aver perso la preghiera e non ricordarla nemmeno più.
Il nonno discuteva insieme alla zia, rimproverandola per averle regalato monete preziose che ora non aveva più.
E la mamma, la guardava con il solito sguardo di rimprovero quello silente che da sempre la feriva immensamente. Lei sapeva sempre come farle del male, bastava il suo sguardo silenzioso, gli occhi apatici, l’espressione di chi non ti calcola proprio, si era svegliata male quindi, dispiaciuta per avere deluso queste persone, ma come avrebbe potuto rimediare, non aveva la minima idea di dove fosse finito il borsellino rosso…





